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	<title>Giovane Italia Belluno &#187; Politiche Giovanili</title>
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	<description>Giovane Italia – Giovani del Popolo della Libertà – Coordinamento Provinciale di Belluno. Sito dei Giovani PDL di Belluno: notizie, iniziative, informazioni,…</description>
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		<title>Politiche Giovanili: Il Rilancio deve partire dalle Competenze per l&#8217;Autonomia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 12:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, secondo le prospettive assunte dall’Unione Europea le azioni di governo rivolte ai giovani si qualificano chiaramente come politiche di investimento, di sviluppo, di crescita della conoscenza e dell’innovazione. Queste politiche non hanno più quel carattere confusionario e quella debolezza che hanno avuto in passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2411" title="giovani_europa" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2010/06/giovani_europa.jpg" alt="Giovani in Europa" width="164" height="163" />Oggi, <strong>secondo le prospettive assunte dall’Unione Europea</strong> con la “Strategia di Lisbona” e con il “Patto per la Gioventù”<strong> le azioni di governo rivolte ai giovani si qualificano chiaramente come politiche di investimento, di sviluppo, di crescita della conoscenza e dell’innovazione</strong>. <strong>Queste politiche finalmente non hanno più quel carattere confusionario e quella debolezza</strong> (piccoli interventi spesso di carattere ludico – ricreativo) <strong>che hanno avuto in passato</strong>, ma hanno a che fare con numerosi settori quali l’economia, l’energia, l’ambiente, la partecipazione alle responsabilità civiche. Quando parliamo di giovani oggi, pensiamo alle esigenze del ricambio generazionale a tutti i livelli, al lavoro, alla casa, al credito, alla possibilità di formarsi una famiglia.</p>
<p><strong>Le politiche giovanili per questo motivo devono riguardare</strong> per esempio <strong>la situazione dei giovani nel clima economico deteriorato, la lotta contro la disoccupazione e l’esclusione sociale, l’istruzione e la formazione di qualità, le nuove competenze, il rafforzamento della creatività e dell’innovazione, una migliore conciliazione tra vita familiare, privata e professionale e la mobilità dei giovani in Europa</strong>. <strong>Esempi di azioni diretta</strong> in questa direzione che sono già stati presi in considerazione dal Governo e da alcuni Comuni <strong>possono essere il contributo per l’avvio di impresa, un percorso individuale di orientamento professionale, l’accompagnamento di un gruppo alla costruzione di un progetto di impresa, l’agevolazione per l’accesso al credito, il tirocinio professionale, la formazione di alto livello, l’innovazione dei processi di formazione professionale, forme di incentivo alla scelta abitativa autonoma, sostegno per l’accesso alla casa di giovani coppie.</strong></p>
<p><strong>Il processo fondamentale di apprendimento che porta il giovane a diventare consapevolmente competente nei suoi percorsi di autonomia e di adattamento attivo ai suoi mondi vitali quali scuola, lavoro e tempo libero </strong><strong>deve essere la partecipazione</strong>: occorre quindi che un giovane sia messo nella condizione di “imparare a partecipare”, quale prerequisito fondamentale di coesione ed inclusione sociale.<br />
Orientare le politiche giovanili in questa direzione non vuole certo dire smettere di occuparsi di educazione, di aggregazione, di tempo libero, di prevenzione, ma bisogna pensare queste cose nella prospettiva dell’investimento sociale, non fini a se stesse. Le politiche educative devono servire ad accumulare uno stock di capitale sociale che consenta poi al giovane che cresce di “fare la sua parte”, in un sistema sociale che riconosce come degno di fiducia e in cui investire le proprie capacità. L’autonomia va “imparata” ben prima di iniziare a cercare un lavoro o la casa. <strong>Si deve educare all’autonomia già nei percorsi di crescita dei ragazzi e degli adolescenti perché un  giovane non diventa autonomo e adulto solo carta d’identità alla mano o solo perché può ottenere un piccolo beneficio economico per l’accesso al credito o per l’avvio di un’attività professionale. Insieme a quel beneficio è necessario un accompagnamento educativo che lo porti ad assumere consapevolmente le proprie competenze personali, il senso di responsabilità, la dimensione del proprio futuro.</strong></p>
<p><strong>Rimettere al centro della discussione pubblica, soprattutto in un momento storico di crisi, un forte patto educativo orientato alla promozione delle competenze per l’autonomia è decisivo per il successo delle politiche giovanili.</strong></p>
<p>di <em>Marco Dal Pont</em><br />
Coordinatore Provinciale &#8211; Giovane Italia</p>
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		<title>Violenza e Disagio Giovanile</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 14:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>

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		<description><![CDATA[La cronaca ci racconta spesso di episodi di violenza che vedono come protagonisti i giovani che, in molti casi, giocano il ruolo di carnefici in terribili episodi che vanno dal bullismo al teppismo, fino ad arrivare, in casi estremi all'omicidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-719" title="bullismo" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2009/03/bullismo.jpg" alt="Bullismo" width="158" height="158" />La cronaca ci racconta spesso di episodi di violenza che vedono come protagonisti i giovani che, in molti casi, giocano il ruolo di carnefici in <strong>terribili episodi che vanno dal bullismo al teppismo, fino ad arrivare, in casi estremi all&#8217;omicidio</strong>. L&#8217;assassinio di Meredith, l&#8217;aggressione all&#8217;indiano che dormiva nella stazione di Nettuno, così come l&#8217;accoltellamento del ragazzo al termine di una rissa fuori da un liceo romano dell&#8217;EUR, sono degli inquietanti esempi di questo fenomeno dilagante, che vede sul banco degli imputati non solo giovani che hanno alle spalle una vita difficile o disagi familiari, ma anche ragazzi di &#8220;buona famiglia&#8221;.<br />
L&#8217;elemento che accomuna questi eventi è la motivazione; infatti, i colpevoli spiegano i loro gesti dicendo che l&#8217;hanno fatto <strong>per noia, per divertirsi o per &#8220;provare emozioni forti&#8221;</strong>.  Quello che colpisce sentendo i loro racconti è l&#8217;immenso vuoto che è comune a questi <strong>ragazzi, che non hanno ideali, sogni, speranze per il futuro; di fatto, chi ha una fede, che può essere religiosa o politica, difficilmente deciderà di rischiare di perdere tutto per un momento di sbandamento</strong>. Questi giovani non riescono a dare un significato alla propria esistenza e, proprio per questo, non ne capiscono il valore, buttando così la propria vita facendo uso di droga e sostanze stupefacenti, cercando nuovi &#8220;svaghi&#8221; che finiscono per colpire chi non c&#8217;entra niente. E&#8217; disarmante poi sentire qualcuno di loro che osa addirittura vantarsi delle proprie azioni, come nel caso di Nettuno quando tre ragazzi hanno dato fuoco ad un indiano che dormiva nella stazione e poi, per gloriarsi con gli amici, hanno mandato sms con frasi come: &#8220;Gli abbiamo fatto la festa&#8221;, non rendendosi conto della gravità delle loro azioni.<br />
Molti pensano che i giovani d&#8217;oggi siano così: senza valori, senza ideali, insomma vuoti; ma bisogna ricordare che episodi come questi, purtroppo, sono sempre accaduti, ma un tempo i canali d&#8217;informazione non erano così sviluppati quindi non c&#8217;era il &#8220;tam tam mediatico&#8221; che oggi circonda i casi di cronaca. <strong>I giovani d&#8217;oggi non sono rappresentati da questi casi come qualcuno invece vuol far credere; questi sono episodi limite che riguardano solo la parte sbandata della gioventù che è decisamente minoritaria</strong>. Sarebbe importante far conoscere anche l&#8217;altra faccia della medaglia, ovvero <strong>tutti quei giovani che lottano ogni giorno per quello in cui credono, per i propri valori e le proprie tradizioni, quelli che preferiscono divertirsi non violando le regole, ma soprattutto rispettando se stessi e gli altri.</strong><br />
<em><br />
Marta Marcadent</em></p>
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