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	<title>Giovane Italia Belluno &#187; militante</title>
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	<description>Giovane Italia – Giovani del Popolo della Libertà – Coordinamento Provinciale di Belluno. Sito dei Giovani PDL di Belluno: notizie, iniziative, informazioni,…</description>
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		<title>E&#8217; tempo di essere affamati, è tempo di essere folli</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 17:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Fermiamoci un attimo. Riflettiamo. Forse ne abbiamo bisogno, per comprendere davvero. Io voglio fermare il mio tempo a ieri l’altro. Un tempo che si ferma sotto le macerie di una palazzina crollata su sé stessa, portandosi nel ventre la giovane vita di cinque esseri umani. Quattro donne e una bambina. Il crollo di Barletta è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4026" title="melamondo" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/10/melamondo.jpg" alt="" width="197" height="152" />Fermiamoci un attimo. Riflettiamo. Forse ne abbiamo bisogno, per comprendere davvero. Io voglio fermare il mio tempo a ieri l’altro. Un tempo che si ferma sotto le macerie di una palazzina crollata su sé stessa, portandosi nel ventre la giovane vita di cinque esseri umani. Quattro donne e una bambina. Il crollo di Barletta è il simbolo del crollo di una speranza di vita migliore. Il lavoro nobilita l’uomo e la donna e li rende parte attiva della comunità; ma il lavoro, oggi, ha ucciso di nuovo.</p>
<p>Fermo poi il tempo ancora a stamattina. La sveglia presto, i ritmi scanditi. L’abitudine ormai mi porta, ancor prima di cercare con l’olfatto l’odore del caffè, ad accendere un computer e aprire facebook, email, skype, quotidiani online. L’occhio ancora assonnato, quasi a chiedere pietà per le poche ore di riposo, legge di un “popolo della rete” affranto, sconvolto e unito nel ricordo de “l’uomo che ha cambiato il mondo”, al secolo Steve Jobs, magnate della Apple. Da tempo era malato, da un po’ aveva ceduto la guida del marchio con la mela. Il suo celeberrimo discorso ai neolaureati di Stanford aveva fatto il giro del mondo. “Stay hungry, stay foolish” è diventato un motto per la nostra generazione: grandi motivazioni, grandi ambizioni per cambiare il mondo, così come lui aveva fatto. Eppure, lo Steve di Stanford aveva ormai lasciato il posto ad un uomo sconfitto dal cancro, in un letto in attesa della fine.</p>
<p>Quattro donne, una bambina, ed un magnate americano dell’informatica. Cos’hanno in comune queste morti? Probabilmente niente. Probabilmente tutto.</p>
<p>Di certo, ai trafiletti di giornale dedicati alle povere vittime di Barletta, si sono sostituiti i titoli a tutta pagina dedicati a Jobs e alla sua vita straordinaria. Chissà cosa c’era, invece, dietro ogni vita spezzata di quelle giovani donne. Chissà quali speranze, chissà quali desideri. Chissà se avevano mai ascoltato o letto quelle parole “siate ambiziosi, siate folli”. La loro ambizione era la normalità di un lavoro e una famiglia, la loro follia era continuare ad inseguire l’ambizione. Sognavano sicuramente una salario migliore dei 3,95 euro all’ora guadagnati in un maglificio. Magari, sognavano soltanto un po’ di dignità.</p>
<p>Probabilmente, la stessa dignità che sognano i circa 200.000 dipendenti di Foxconn city, nella provincia di Shenzhen, in Cina. E’ qui che vengono prodotti in nostri Iphone, Ipad, Ipod. Le operaie, che lavorano stipate in condizioni disumane per 15 ore al giorno, hanno lo stesso sguardo e gli stessi sogni delle donne di Barletta. Migliaia di chilometri di distanza, eppure la stessa sofferenza. E’ questo il mondo moderno, è questa la globalizzazione.</p>
<p>Steve Jobs è morto di cancro, “la malattia del progresso”. Oggi, dalla provincia pugliese fino in Cina, c’è chi muore di lavoro a causa di una economia degenerata. Il libero mercato è fallito e ha lasciato le sue metastasi ad infettare un corpo ormai malato. Sperequazioni e disequilibrio insormontabili; ricchi sfondati e abili speculatori, e poveri disgraziati senza salario garantito.</p>
<p>Non so se Steve Jobs abbia davvero cambiato il mondo. Di certo, ha lasciato il segno e sarà, nel bene o nel male, icona della rivoluzione cibernetica. La sua morte suscita il cordoglio del mondo; ma oggi sui giornali c’è ancora un trafiletto, che riporta di cinque bare che attraversano Barletta tra le lacrime.</p>
<p>Fermiamoci un attimo davanti alla morte. E facciamo uno sforzo: ritroviamo l’ambizione, e diamo dignità al Lavoro e speranza ai giovani. Ritroviamo la follia, e cambieremo il mondo.</p>
<p>“Stay hungry, stay foolish”.<br />
<em>Andrea Boggia</em></p>
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		<title>Il Ministro Giorgia Meloni contro la norma &#8220;ammazza blog&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 12:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Norma ammazza blog]]></category>

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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 26 set &#8211; &#8221;Esiste una differenza abissale tra un blog, magari gestito da un ragazzo, un giornale e una televisione. Applicare per entrambi la stessa legge e&#8217; sicuramente un errore&#8221;. Cosi&#8217; il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, commenta la norma cosiddetta &#8221;ammazza blog&#8221; contenuta nel Ddl intercettazioni. &#8221;Ben vengano &#8211; aggiunge il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/il-ministro-giorgia-meloni-contro-la-norma-ammazza-blog/giorgia-meloni1" rel="attachment wp-att-4002"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4002" title="giorgia-meloni[1]" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/09/giorgia-meloni1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>(ASCA) &#8211; Roma, 26 set &#8211; &#8221;Esiste una differenza abissale tra un blog, magari gestito da un ragazzo, un giornale e una televisione. Applicare per entrambi la stessa legge e&#8217; sicuramente un errore&#8221;. Cosi&#8217; il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni, commenta la norma cosiddetta &#8221;ammazza blog&#8221; contenuta nel Ddl intercettazioni. &#8221;Ben vengano &#8211; aggiunge il ministro &#8211; le iniziative parlamentari volte a modificare una norma che, cosi&#8217; com&#8217;e', rischia di creare molti problemi&#8221;.</p>
<p>&#8221;La possibilita&#8217; di rettifica &#8211; prosegue il ministro Meloni &#8211; e&#8217; certamente un principio che garantisce la liberta&#8217; di espressione di tutti, anche di coloro che ritengono di essere stati diffamati. Se pero&#8217; e&#8217; relativamente facile regolare questo meccanismo per i media tradizionali, strutturati e professionali, non si puo&#8217; dire altrettanto per i contenuti diffusi su Internet. Non si tratta di sottrarre il blogger alla responsabilita&#8217; per quello che scrive &#8211; conclude il ministro della Gioventu&#8217; &#8211; ma di riconoscere la natura della Rete e dei suoi meccanismi di diffusione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Giovane Italia contro l&#8217;ultima di Bossi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 20:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Giovane Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovane Italia (PdL): “Bossi la finisca di ragliare”. E&#8217; grazie al voto di Noi &#8220;somari&#8221; che fa il ministro e che la lega esprime sindaci, presidenti di regione e di provincia. Dura replica dei Presidenti regionali di Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Valle d&#8217;Aosta,Lombardia e Liguria all&#8217;infelice battuta di Umberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/giovane-italia-contro-lultima-di-bossi/bossi_280xfree1" rel="attachment wp-att-4007"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4007" title="bossi_280xFree[1]" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/09/bossi_280xFree1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Giovane Italia (PdL): “Bossi la finisca di ragliare”. E&#8217; grazie al voto di Noi &#8220;somari&#8221; che fa il ministro e che la lega esprime sindaci, presidenti di regione e di provincia.</p>
<p>Dura replica dei Presidenti regionali di Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Valle d&#8217;Aosta,Lombardia e Liguria all&#8217;infelice battuta di Umberto Bossi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Occorre rispetto e riconoscenza verso il Tricolore e chi lo sventola con orgoglio. Bossi stia zitto.”</p>
<p>“In Italia ci sono milioni di somari che vanno fieri della bandiera tricolore, Umberto Bossi se ne faccia una ragione e la finisca con le sue pagliacciate”.</p>
<p>Non fa sconti la Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà, che risponde per le rime all&#8217;ennesimo insulto che il leader leghista riserva ad uno dei simboli dell&#8217;Italia.</p>
<p>“Chi espone il tricolore è un somaro”, aveva sentenziato il senatùr in uno dei suoi comizi: ma la giovane destra rispedisce il messaggio al mittente.</p>
<p>“Se la Lega Nord è a corto di risorse per le sue feste paesane, rinunci a qualche pietoso comizio e faccia proposte politiche invece di offendere, magari ragionando anche di riforma delle pensioni” commentano indispettiti i presidenti regionali di Giovane Italia delle regioni del Nord.</p>
<p>“Il Ministro Bossi ci risparmi questo spettacolo deprimente, sfoghi la sua volgarità altrove: siamo stanche degli insulti anti-italiani e del mancato rispetto verso i valori che uniscono questa nostra nazione. Sulla patria non si scherza”.</p>
<p>“Di occasioni per tacere il senatùr ne ha perse davvero tante e la misura comincia ormai ad essere piena. Questa volta farebbe bene a rimangiarsi tutto.Se non lo vuole fare per rispetto dei tanti elettori che sventolando quella bandiera gli permettono di essere un Ministro della Repubblica ,cosi come molti sindaci e presidenti di provincia e regione sono stati eletti con i voti di tanti &#8220;SOMARI&#8221; come noi, lo faccia almeno per dovere nei confronti di coloro che, per quella bandiera, hanno sacrificato le loro vite per consegnarci una Nazione. Lo faccia per i nostri militari e le loro famiglie, che ogni giorno sotto quella bandiera, donano il loro impegno per la sicurezza ed il prestigio di un intero popolo, leghisti compresi.</p>
<p>Ed eviti di parlare in quelle maledette giornate in cui vengono a mancare i nostri soldati, piuttosto che invocare il ritiro delle truppe perche&#8217; con i suoi sproloqui non fa altro che insultare sia la loro divisa che il loro sacrificio.</p>
<p>E rifletta, il senatore: nessuno è mai morto per difendere la bandiera verde della sua padania.</p>
<p>Padania che continua ad esistere soltanto nella sua testa e non vi e&#8217; traccia di essa nè nella cultura nè nella storia italiana ,a cui anche il nord ha dato grande contributo con figure come Guglielmo Marconi , Alessandro Manzoni, Italo Svevo solo per citarne alcuni che mai hanno pensato e operato in termini di &#8220;padanità&#8221; ma artefici della identità italiana come Nazario Sauro e altri veri eroi italiani.</p>
<p>Invitiamo da oggi tutti i militanti e simpatizzanti de &#8220;la Giovane Italia e del PDL&#8221; ad esporre dai propri balconi la bandiera Tricolore fino al momento in cui Bossi non chieda scusa per questa ulteriore frase infelice&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Silvio Giovine, Michele Barcaiuolo, Alberto Locatelli, Mauro Vicentini, Antonio Pasquini, Alessandro Parino, Emanuele Locci, Andrea Paron</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Strage di Bologna: dopo 31 anni è forse giunta l’ora della verità</title>
		<link>http://www.giovaneitaliabelluno.it/strage-di-bologna-dopo-31-anni-e-forse-giunta-l%e2%80%99ora-della-verita</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 19:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<category><![CDATA[Strage di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[È di qualche giorno la tanto sospirata notizia di una probabile riapertura del processo per la Strage di Bologna alla luce dell’iscrizione nel registro degli indagati di tue terroristi tedeschi di estrema sinistra di nome Thomas Kram e Margot Frohilch. Dopo anni e anni finalmente anche la procura di Bologna ha deciso di vagliare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È di qualche giorno la tanto sospirata notizia di una probabile riapertura del processo per la Strage di Bologna alla luce dell’<strong>iscrizione nel registro degli indagati di tue terroristi tedeschi di estrema sinistra</strong> di nome Thomas Kram e Margot Frohilch.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3949" title="strage-bologna" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/08/strage-bologna.jpeg" alt="" width="404" height="310" />Dopo anni e anni finalmente anche la procura di Bologna ha deciso di vagliare la tesi presentata da alcuni membri della Commissione Mitrokhin (istituita nel 2001 per indagare le attività del KGB in Italia e i rapporti con il nostro servizio di intelligence) e sostenuta poi da numerosi esponenti politici tra i quali spicca l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, secondo la quale la Strage del 2 agosto 1980 non fu un’azione terroristica del movimento extraparlamentare di estrema destra NAR (i cui esponenti  Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini sono oggi condannati in via definitiva per l’attentato) ma un <strong>attacco terroristico palestinese volto a punire l’Italia per non aver rispettato degli accordi segreti presi dell’ex Presidente del Consiglio Aldo Moro</strong>.</p>
<p>Documenti provenienti dal SISMI, dal SISDE, dall’UCIGOS e dai servizi segreti francesi, tedeschi e ungheresi, acquisiti sia dalla Commissione Mitrokhin sia dalla Commissione Stragi, hanno dimostrato chiaramente come i due terroristi tedeschi, oggi iscritti nel registro degli indagati e membri del gruppo Revolutionäre Zellen (Rz) che forniva sostegno logistico in Germania e in Europa Centrale a Ilich Ramírez Sánchez, noto in tutto il mondo come Carlos e allora capo del braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, fossero presenti a Bologna nel giorno dell’attentato alla stazione.</p>
<p><strong>Forse questa volta l’ora della verità è davvero vicina</strong>.</p>
<p><em>Marco Dal Pont</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento libreria</title>
		<link>http://www.giovaneitaliabelluno.it/aggiornamento-libreria</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 14:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative Locali]]></category>

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		<description><![CDATA[La libreria della sede è stata aggiornata con i seguenti volumi: A mano armata Bianconi Al di là del bene e del male Niezsche Antologia di Spoon River Masters Bariloche Benito Mussolini Rauti Bobby Sands Spagnolo Caos Ferri Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta M.Fini Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La libreria della sede è stata aggiornata con i seguenti volumi:</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3844" title="Libreria" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/08/libreria.jpg" alt="Libri nella libreria" width="212" height="300" /></p>
<table width="418" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">A mano armata</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Bianconi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Al di là del bene e del male</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Niezsche</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Antologia di Spoon River</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Masters</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Bariloche</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Benito Mussolini</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Rauti</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Bobby Sands</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Spagnolo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Caos</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Ferri</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">M.Fini</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300" height="38">Chi ha paura muore ogni giorno.<br />
I miei anni insieme a Borsellino</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Ayala</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Cuori Neri</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Telese</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300"></td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Disintegrazione del sistema</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Freda</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Etica e Capitale</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tettamanzi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Fregati dalla scuola</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Camilleri</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Garibaldi</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Scirocco</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Gladio rossa</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Turi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Gomorra</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Saviano</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">I figli dell&#8217;acquila</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Pansa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">I valori della destra</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Veneziani</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il giovane Holden</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Salinger</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il libro nero del comunismo</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il Mullah Omar</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">M.Fini</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il novantatrè</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Hugo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il ritorno del Re</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il Sangue dei vinti</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Pansa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il Silmarillion</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Il Trattato del Ribelle</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Junger</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300"></td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Intervista sull&#8217;Europa</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Romualdi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Io ricordo</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Marconi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Islam Nazismo Fascismo</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Cimmino &#8211; Rosselli</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La compagnia dell&#8217;anello</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La destra e il &#8217;68</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Gasparetti</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La Fiamma e la Celtica</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Rao</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La gladio rossa del PCI</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Donno</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La grande storia dei celti</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Kruta</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La luna e i falò</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Pavese</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La malattia mortale</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Kierkegaard</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La morte dei fascisti</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Accame</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La notte brucia ancora</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Mattei</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La Paura e la Speranza</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tremonti</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300"></td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La Repubblica</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Platone</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La spada, la Penna, il Sangue</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Mishima</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">La storia segreta del KGB</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Andrew</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Lager e foibe in Slovenia</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Razzi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">L&#8217;archivio mitrokhin</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Andrew</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Le città invisibili</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Calvino</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Le due torri</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">L&#8217;invenzione del popolo ebraico</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Sand</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Lo Hobbit annoiato</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Lo Hobbit</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">L&#8217;ultimo giorno di un condannato a morte</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Hugo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Ma come hai ridotto questo paese?</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Moore</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Militia</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Degrelle</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Mussolini</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Spinosa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Noi</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Marconi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Occidente (3 volumi)</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Farnetti</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Orientamenti</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Evola</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Partecipazione e sintesi corporativa</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Rasi</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Peppino Impastato &#8211; storia a fumetti</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Poesie</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Pound</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Racconti ritrovati</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Tolkien</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Relazione commissione mitrokin</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Pelizzaro &#8211; Matassa</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Rovesciare il &#8217;68</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Veneziani</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300"></td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Senz&#8217;anima</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">M.Fini</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Siddharta</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Hesse</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Storia del fascismo (5 volumi)</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">De Felice</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Storia nera</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Colombo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Testate</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Covatta</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Uomini e Topi</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Steinbeck</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Viaggio al termine della notte</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Cèline</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="300">Vincitori e Vinti</td>
<td valign="bottom" nowrap="nowrap" width="145">Vespa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni sul noleggio dei libri: info@giovaneitaliabelluno.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I sogni, spesso, passano per una tenda</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 09:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Campo Plus Ultra]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo confesso o, meglio, faccio outing, come si usa dire adesso, quest&#8217;anno non è che avessi tutta questa voglia di andare al campo. Forse l&#8217;anno non troppo esaltante per la politica italiana, forse il mio anno poco esaltante in cui si ha la sensazione di non aver fatto fino in fondo il proprio dovere, forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3729" title="Campo Plus Ultra 2011" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/08/campoplusultra11.jpg" alt="" width="193" height="263" />Lo confesso o, meglio, faccio outing, come si usa dire adesso, quest&#8217;anno non è che avessi tutta questa voglia di andare al campo.</p>
<p>Forse l&#8217;anno non troppo esaltante per la politica italiana, forse il mio anno poco esaltante in cui si ha la sensazione di non aver fatto fino in fondo il proprio dovere, forse il non sentirsi all&#8217;altezza di una storia, forse l&#8217;età che implacabile avanza e non ci si fa sentire più &#8220;giovani&#8221;, forse tante cose&#8230;ma se gli altri anni al solo annuncio del campo non vedevo l&#8217;ora di partire, quest&#8217;anno non era così.</p>
<p>Si lo confesso, sono salito al campo e soprattutto al precampo per senso del dovere. Era mio compito, &#8220;chi fa politica giovanile, anzi, io dico chi ha fatto politica giovanile, chi si sente parte di una comunità non può scegliere, deve esserci, se non c&#8217;è sta omettendo un proprio preciso dovere&#8221;, quante volte l&#8217;ho detto nella mia vita ad altri, questa volta ho dovuto dirlo a me.</p>
<p>La distanza da Picerno a Percile, oltre 300km a chiedersi se non ero fuori luogo in un campo di giovani.</p>
<p>Poi la tenda, il sacco a pelo, le docce in comune, i bagni chimici, l&#8217;immancabile nubifragio (in qualsiasi periodo dell&#8217;estate noi organizziamo il campo almeno un giorno di pioggia lo deve fare), le strette d&#8217;avambraccio, i ragazzi che conoscevo e anche quelli che non avevo mai visto, le immancabili dimenticanze organizzative, le magliette del campo, i fusti di birra da montare nel bar del campo, gente giornate intere cone le ginocchia a terra a fare striscioni&#8230;.l&#8217;entusiasmo comincia a venire. Il senso del dovere mi ha portato dove dovevo essere, dove mi fa piacere essere, la rara fortuna di dover fare ciò che piace fare.</p>
<p>&#8220;Ragazzi siamo in ritardo&#8221;, &#8220;a che punto sono gli striscioni&#8221;, &#8220;chi fa il servizio d&#8217;ordine&#8221;, &#8220;mi raccomando, servono due persone agli ingressi, due che girano nel campo&#8221;, &#8220;serve una squadra che pulisce i tavoli&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;epoca della politica di plastica, nel partito che da tutti viene definito il partito delle mega convention e del prodotto confezionato, su un cucuzzolo di montagna c&#8217;è chi ancora si crea l&#8217;evento con le proprie mani. &#8220;Contro l&#8217;oro c&#8217;è il sangue a far la storia&#8221;, e le facce stanche dei ragazzi mi fanno tornare in testa un discorso di qualche anno fa, in un campo: &#8220;la comunità è sangue e sudore, non dipende da noi sapere se dovremo versare mai il nostro sangue, sappiamo che possiamo scegliere di versare il sudore&#8221;.</p>
<p>Alza bandiera, inizia il campo, quello vero fatto di politica, approfondimenti, discussione. Si perchè non soltanto si versa sudore ma nell&#8217;epoca della politica dei sondaggi e dei talk show c&#8217;è ancora chi vuole discutere, forse non ci sono grandi economisti, esperti di politica scolastica ed universitaria, ma quando sento parlare di partecipazione a me vengono in mente le commissioni dei campi, non soltanto i congressi dei signori delle tessere.</p>
<p>Commissioni e dibattiti, si discute di tutto, vengono esponenti politici di primo piano a discutere e confrontarsi, non è il &#8220;porta a porta&#8221; a cielo aperto di altri eventi, i &#8220;politici&#8221; devono accettare il confronto, le domande, il dibattito, e non c&#8217;è nulla di preparato, nessuno conosce prima le domande. Chi vuole chiede e nessuno dei partecipanti al campo diserta i convegni, per tutta la loro durata.</p>
<p>Birra a fiumi nelle serate identitarie, la musica alternativa ormai esiste solo a &#8220;Plus Ultra&#8221;.</p>
<p>Una settimana fra campo e precampo, 4 giorni di campo. E la sensazione meravigliosa che è da una tenda, da una commissione, da una discussione su cui fra qualche anno rideremo che nasce la nostra identità in movimento.</p>
<p>Nel viaggio di ritorno, lungo per l&#8217;esodo che porta le famiglie al mare, nella testa ripercorrere una storia, la mia storia che è anche la storia di una generazione: correva l&#8217;anno 1997, da Picerno su una Polo Scassata per essere anche io &#8220;cavaliere elettrico all&#8217;assalto del cielo&#8221;, il mondo è cambiato ma nel 2011 in una tenda c&#8217;è stato ancora per una volta quel meraviglioso rito che rende un gruppo di persone una comunità.</p>
<p>Nessuno sa dove ciascuno sarà protato dalla sua vita, cosa accadrà domani, quante storie si divideranno e come cambierà il mondo, una cosa è sicura: il sogno di una vita e di una generazione, per l&#8217;ennesima volta è passato per una tenda! Chi non c&#8217;è mai stato non potrà mai capire.</p>
<p><em>Antonio Tisci</em></p>
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		<title>Se l&#8217;Occidente si crede Dio, di Massimo Fini</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 18:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei bei tempi andati le Potenze quando volevano una cosa mandavano le cannoniere e se la prendevano. Era un metodo brutale ma, almeno, intellettualmente onesto. Oggi noi ci vergogniamo di fare la guerra. Una società che si è inventata uno “Statuto dei diritti degli animali” e dove se dai una pedata a un cane puoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3622" title="imperialismo" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/03/imperialismo.jpg" alt="Imperialismo occidente" width="133" height="144" />Nei bei tempi andati le Potenze quando volevano una cosa mandavano le cannoniere e se la prendevano. Era un metodo brutale ma, almeno, intellettualmente onesto. Oggi noi ci vergogniamo di fare la guerra. Una società che si è inventata uno “Statuto dei diritti degli animali” e dove se dai una pedata a un cane puoi finire in galera (l’unico modo di rispettare un cane è trattarlo da cane, altrimenti è lui a non rispettarti) non può permettersela. Naturalmente le guerre si fanno lo stesso, perché sono parte della storia dell’uomo, ma con cattiva coscienza pensando di salvarsi l’anima chiamandole con altri nomi: operazioni di polizia internazionale, di “peace keeping”, missioni in difesa dei “diritti umani”.</p>
<p>Con i “diritti umani” nell’Occidente liberale, democratico, illuminista, non si scherza. In nome loro siamo disposti a fare delle vere carneficine. Siamo i nuovi Robin Hood, cavalieri senza macchia e senza paura che difendono i Deboli contro i Forti, il Bene contro il Male che per noi è sempre Assoluto e non può avere dalla sua ragione alcuna. <strong>L’Occidente si è sostituito a Dio e amministra la Giustizia Universale, attraverso una sua polizia internazionale chiamata Nato alla cui testa c’è un Paese dalla morale specchiatissima, il vero faro della “cultura superiore”, l’unico ad aver sganciato l’Atomica, il solo ad avere praticato, in tempi moderni, la schiavitù, scomparsa dall’epoca romana, che ha avuto fino a mezzo secolo fa l’apartheid, che nel dopoguerra si è reso protagonista, secondo un conteggio di Gore Vidal, di 166 attacchi ad altri Stati non motivati da aggressioni nei suoi confronti, che ha 66 basi militari in 19 Paesi del mondo</strong> (senza contare quelle dell’Alleanza Atlantica, che son poi ancora basi Usa) e la cui storia è cominciata con un genocidio, anche a base di “armi chimiche” (whisky) su un popolo praticamente inerme (Winchester contro frecce).</p>
<p>In Serbia, in nome dei “diritti umani”, si fecero 5500 vittime civili, di cui 500 erano albanesi cioè quelli che si intendeva difendere, si è perpetrata (dopo quella del presidente croato Tudjman, nostro alleato: 800 mila serbi cacciati in un solo giorno dalle krajne) la più grande “pulizia etnica” dei Balcani: dei 360 mila serbi che vivevano in Kosovo ne sono rimasti solo 60 mila. In compenso c’è la più grande base americana del mondo. Ma questo era solo l’esordio dei “diritti umani”. <strong>In Iraq l’intervento americano ha provocato 170 mila morti, infinitamente di più di quanti ne avesse fatti Saddam Hussein in decenni di satrapia</strong> (il calcolo è stato fatto, molto semplicemente, da una rivista medica inglese confrontando i decessi dell’era Saddam con gli anni dell’intervento americano). Ma non è finita perché, acquisito l’Iraq come neoprotettorato Usa, si è innescata una feroce guerra civile fra sciiti e sunniti con decine e a volte centinaia di morti quasi ogni giorno, divenuti cosa così abituale che la stampa occidentale non ne dà più notizia, a meno che non venga accoppato qualche cristiano e allora ci sono le geremiadi del Papa che non ha mai speso una parola, dicansi una, per le vittime civili, adulti maschi, vecchi, donne, bambini, provocate dai bombardamenti Nato in Afghanistan.</p>
<p>Recita un rapporto Onu del 2009: «<strong>La maggioranza delle vittime civili (circa 60 mila, ndr) è causata dai bombardamenti della Nato</strong>». Perché i difensori dei “diritti umani”, i cavalieri senza macchia e senza paura, non hanno nemmeno più il coraggio di combattere. «Se potessi» ha detto Barack Obama «manderei in Afghanistan solo i robot, per risparmiare la vita dei nostri soldati». E gli afgani? E i Talebani? Non sono uomini propriamente detti, non appartengono alla “cultura superiore”. Ma il combattente che non combatte, approfittando della sua enorme superiorità tecnologica, perde ogni legittimità. In Afghanistan come in Libia.</p>
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		<title>&#8220;Alla mia comunità militante. Fieri di una storia, uniti per la Patria.&#8221; di Claudio Borgia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 12:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[Patria]]></category>
		<category><![CDATA[unità d'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Io non sono abituato a fare appelli accorati, a ringraziare devotamente e soprattutto a esprimere in poche righe un sentimento così profondo, così personale come è l’amor di Patria. Anzi a dire il vero ad un certo patriottismo viscerale e forzato ho sempre preferito il silenzio delle cime del Grappa, l’eco fragoroso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3195" title="altarepatria" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/03/altarepatria-300x177.jpg" alt="Altare della Patria" width="300" height="177" />Io non sono abituato a fare appelli accorati, a ringraziare devotamente e soprattutto a esprimere in poche righe un sentimento così profondo, così personale come è l’amor di Patria. Anzi a dire il vero ad un certo patriottismo viscerale e forzato ho sempre preferito il silenzio delle cime del Grappa, l’eco fragoroso del milite ignoto, l’eterna bellezza dell’altare della Patria o come dice la canzone il mormorio dell’onde del Piave. Ma oggi in mezzo a migliaia di tricolori che sventolavano da Nord a Sud nelle manifestazioni, nelle piazze, sui balconi delle case sento il dovere di ringraziare chi per un giorno nonostante tutto ha deciso di lasciarsi dietro le spalle le solite logiche dei campanili, delle divisioni politiche, sociali e religiose che serpeggiano nei nostri territori da sempre, chi ha scelto di stare dalla parte dell’Italia e della sua storia. Quell’Italia che per me è tracciata, come fosse un dipinto, dal Quarnaro alle scogliere del Salento, dal nobile Piemonte fino alla splendida Sicilia passando per la nostra capitale Roma impregnata di storia e per Reggio Emilia, città che diede i natali alla nostra bandiera. Quella bandiera che trasuda delle cantiche di Dante, del patriottismo di Mazzini, delle note di Verdi, della poesia di D’Annunzio, del coraggio dei giudici Falcone e Borsellino, del sangue di tutti i nostri caduti. Io, come fosse una donna affascinante che racchiude pregi e difetti, sono da sempre innamorato della mia bandiera, della mia Patria, della mia storia. A me una data non serve a ricordarmi tutto questo, ma credo forse da eterno sognatore che per molti invece sia stato un inizio, una nascita, la prova che sì siamo un popolo coeso, illustre, profondamente identitario. Da un po’ di tempo a questa parte, prima che oggi tutto svanisse davanti all’emozione delle note del nostro inno che riecheggiava, ho sentito aspre polemiche, mistificatori impazienti di dire la loro, orrendi fazzoletti verdi che venivano innalzati. Ecco oggi hanno perso. Perché oggi si festeggiava l’Unità d’Italia. Oggi si festeggiavano gli italiani. <strong>Oggi si rendeva onore a quegli italiani che al sud preferiscono mettersi una pettorina gialla e raccogliere immondizia per pochi euro piuttosto che scendere a compromessi con la malavita, quegli italiani che a fronte di un terremoto che ha distrutto buona parte della loro vita hanno scelto di andare avanti, di tutti quegli italiani morti sul lavoro, nelle fabbriche mentre cercavano di arrivare a fine mese, di tutti quegli imprenditori che in un momento di crisi nera non si sono uccisi, ma hanno scelto di combattere, di tutti quei soldati caduti nelle missioni di pace, di quegli italiani che non scappano, che rimangono a creare un Italia migliore</strong>. Ecco chi ha vinto. L’appello accorato che faccio e che da domani non deve svanire tutto come non fosse mai capitato. Non dobbiamo di nuovo ripartire da zero, dobbiamo, a testa alta, costruire passo dopo passo, senza sterili divisioni, la nostra comunità nazionale di millenaria tradizione che nasceva storicamente 150 anni fa dalla volontà del popolo e dei nostri patrioti. La Nazione dove far crescere i nostri figli e dove le nostre anime potranno vivere in eterno. Fieri di una storia, uniti per la Patria.</p>
<p><em>Claudio Borgia &#8211; Presidente Giovane Italia Treviso</em></p>
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		<title>Fieri di una storia, uniti per la Patria</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Giovane Italia]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Patria]]></category>
		<category><![CDATA[unità d'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è una comunità che nonostante la miserabile follia a cui siamo costretti ad assistere in questi giorni sente il dovere di fermarsi a riflettere sul senso di una ricorrenza talmente significativa come quella che ci stiamo apprestando a celebrare: i 150 anni dell’Unità d’Italia. C’è una comunità che non esita un solo istante a definire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3154" title="manifestazione_19marzo11" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/03/manifestazione_19marzo11-212x300.jpg" alt="Manifestazione Giovane Italia 19 marzo 2011" width="212" height="300" />C’è una comunità che nonostante la miserabile follia a cui siamo costretti ad assistere in questi giorni sente il dovere di fermarsi a riflettere sul senso di una ricorrenza talmente significativa come quella che ci stiamo apprestando a celebrare: i 150 anni dell’Unità d’Italia.</p>
<p>C’è una comunità che non esita un solo istante a definire Patria la terra dei padri a prescindere dal significato etimologico del termine ma ponendo l’accento sul suo valore concettuale: la trasmissione di padre in figlio non solo di sangue ma di cultura, di tradizione, di usi e costumi, di letteratura, di arte, di storia.</p>
<p>C’è una comunità che si riconosce nel tricolore non solo quando si vincono competizioni sportive internazionali ma difendendo con convinzione la propria identità intesa come appartenenza ad una comunità di destino, privilegiando il made in italy, garanzia di bellezza, stile ed unicità, ricordando per amor di verità le tante, troppe, pagine colpevolmente strappate della nostra storia nazionale, inorridendo di fronte allo jus soli perché integrazione non è accoglienza indiscriminata o annacquamento del proprio bagaglio valoriale ma piena consapevolezza dello stesso proprio per permettere allo straniero di rispettarlo o farne parte.</p>
<p>C’è una comunità che ritiene il federalismo una nuova vera forma di patriottismo tesa ad unire, responsabilizzare e razionalizzare uno Stato come il nostro che spesso si è visto strangolare da amministrazioni pubbliche e fazioni politiche il cui fine non era certo quello di perseguire il bene comune ma rimpinguare le tasche di pochi.</p>
<p>C’è un a comunità che si commuove profondamente di fronte alla memoria dei Primi Caporal Maggiori Matteo Miotto e Matteo Vanzan, del Capitano Massimo Ranzani, , uomini che nel compimento del loro dovere hanno deciso di sacrificare tutto indossando una divisa, onorandola, portandola negli angoli più perigliosi di questo mondo perché fieramente soldati; non un semplice mestiere ma una vera e propria scelta di vita.</p>
<p>C’è una comunità che non ha bisogno di Benigni per riscoprire fascino e bellezza dell’Inno di Mameli piuttosto che per zittire eventuali sterile polemiche sulla nostra Unità D’Italia perché consapevole del sacrificio di Patrioti come Nazario Sauro, Cesare Battisti, Ettore Muti, della scelta coraggiosa che fecero per esempio i 154 veneti che partirono con Garibaldi per l’impresa dei Mille, delle sofferenze a cui andarono incontro i 350 000 esuli istriano giuliano e dalmati che ci hanno insegnato il vero significato di Amor Patrio.</p>
<p>C’è una comunità che pur riconoscendo il valore simbolico del 17 marzo 1861 sa perfettamente che il nostro percorso risorgimentale si è concluso con la vittoria nella Prima Guerra Mondiale il 4 novembre 1918; conflitto che ha visto come teatro delle sue principali battaglie i nostri monti, i nostri altopiani, le nostre trincee difese da ragazzi che provenivano da tutta la penisola e che per la prima volta misero da parte ciascuno il proprio dialetto per comunicare in italiano.</p>
<p>C’è una comunità che non ha alcuna intenzione di rassegnarsi di fronte al relativismo che pare oggi regni imperante non solo tra le nuove generazioni ma nella nostra società; una comunità che non si arrenderà  perché, come ci lasciò scritto Marzio Tremaglia, crede fortemente “<strong>in una dimensione etica della vita che si riassume nel senso dell’onore, nel rispetto fondamentale verso se stessi, nel rifiuto del compromesso sistematico e nella certezza che esistono beni superiori alla vita e alla libertà per i quali a volte è giusto sacrificare vita e libertà&#8221;.</strong><strong> </strong></p>
<p>Questa comunità si è data un appuntamento: sabato 19 Marzo ore 15 in Piazza Bra a Verona.</p>
<p>Da qui si snoderà il corteo della Giovane Italia Veneto fino ad arrivare nella suggestiva Piazza dei Signori dove ci attenderà il Ministro Giorgia Meloni.</p>
<p>Ieri per oggi, domani come ieri: Fieri di una Storia , Uniti per la Patria!</p>
<p>Silvio Giovine</p>
<p>Presidente Regionale</p>
<p>Giovane Italia Veneto</p>
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		<title>Rientro dei cervelli, finalmente qualcosa di concreto</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 20:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fuga dei cervelli]]></category>
		<category><![CDATA[legge 122]]></category>
		<category><![CDATA[rientro cervelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi sono a conoscenza della legge 122/2010, la cosiddetta legge « per il rientro dei cervelli  in fuga ». Poco se ne é parlato perché si é preferito dare maggior attenzione mediatica alle storie di gossip che purtroppo oggi imperversano nel nostro mondo politico, piuttosto che ai reali risultati ottenuti dal Governo. Il provvedimento é nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3129" title="Cervello" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2011/02/Cervello.jpg" alt="&quot;Cervelli&quot; italiani in fuga" width="168" height="167" />Pochi sono a conoscenza della legge 122/2010, la cosiddetta legge « per <strong>il rientro dei cervelli  in fuga</strong> ». Poco se ne é parlato perché si é preferito dare maggior attenzione mediatica alle storie di gossip che purtroppo oggi imperversano nel nostro mondo politico, piuttosto che ai reali risultati ottenuti dal Governo.</p>
<p>Il provvedimento é nato su <strong>iniziativa bipartisan</strong> di Enrico Letta (PD) e Stafano Saglia (PDL) ed é stato approvato dall’aula del Senato poco prima di Natale con il solo voto contrario di FLI e l’astensione dei Radicali. La legge 122/2010 prevede che i <strong>cittadini Europei di età inferiore ai 40 anni </strong>(nati dopo il primo gennaio 1969), laureati e con almeno due anni di residenza nel nostro Paese, <strong>una volta ritornati a lavorare in Italia otterranno fino al 31 dicembre 2013 uno sconto fiscale dell’80% se donne e del 70% se uomini</strong> (nessuna discriminazione.. i calcoli sono stati fatti in relazione ai tassi di occupazione e disoccupazione che ovviamente sono differenti tra uomini e donne). I benefici decadranno se il lavoratore non resterà in Italia almeno cinque anni. In questo caso, lo Stato provvederà al recupero dei benefici già fruiti, con applicazione delle relative sanzioni ed interessi.</p>
<p>Finalmente una dimostrazione di <strong>attenzione da parte del mondo politico al problema dei giovani</strong> e delle loro difficoltà attuali. Una dimostrazione del fatto che anche tra maggioranza e opposizione, eccezion fatta per i Finiani di Futuro e Libertà, si possono<strong> raggiungere risultati e concreti, mettendo da parte per una volta, pregiudizi e ideologie.</strong></p>
<p><em>Marco Dal Pont</em></p>
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