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	<title>Giovane Italia Belluno &#187; militante</title>
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	<description>Giovane Italia – Giovani del Popolo della Libertà – Coordinamento Provinciale di Belluno. Sito dei Giovani PDL di Belluno: notizie, iniziative, informazioni,…</description>
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		<title>Politiche Giovanili: Il Rilancio deve partire dalle Competenze per l&#8217;Autonomia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 12:06:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, secondo le prospettive assunte dall’Unione Europea le azioni di governo rivolte ai giovani si qualificano chiaramente come politiche di investimento, di sviluppo, di crescita della conoscenza e dell’innovazione. Queste politiche non hanno più quel carattere confusionario e quella debolezza che hanno avuto in passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2411" href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/politiche-giovanili-competenze-autonomia/giovani_europa"><img class="alignleft size-full wp-image-2411" title="giovani_europa" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2010/06/giovani_europa.jpg" alt="" width="164" height="163" /></a>Oggi, <strong>secondo le prospettive assunte dall’Unione Europea</strong> con la “Strategia di Lisbona” e con il “Patto per la Gioventù”<strong> le azioni di governo rivolte ai giovani si qualificano chiaramente come politiche di investimento, di sviluppo, di crescita della conoscenza e dell’innovazione</strong>. <strong>Queste politiche finalmente non hanno più quel carattere confusionario e quella debolezza</strong> (piccoli interventi spesso di carattere ludico – ricreativo) <strong>che hanno avuto in passato</strong>, ma hanno a che fare con numerosi settori quali l’economia, l’energia, l’ambiente, la partecipazione alle responsabilità civiche. Quando parliamo di giovani oggi, pensiamo alle esigenze del ricambio generazionale a tutti i livelli, al lavoro, alla casa, al credito, alla possibilità di formarsi una famiglia.</p>
<p><strong>Le politiche giovanili per questo motivo devono riguardare</strong> per esempio <strong>la situazione dei giovani nel clima economico deteriorato, la lotta contro la disoccupazione e l’esclusione sociale, l’istruzione e la formazione di qualità, le nuove competenze, il rafforzamento della creatività e dell’innovazione, una migliore conciliazione tra vita familiare, privata e professionale e la mobilità dei giovani in Europa</strong>. <strong>Esempi di azioni diretta</strong> in questa direzione che sono già stati presi in considerazione dal Governo e da alcuni Comuni <strong>possono essere il contributo per l’avvio di impresa, un percorso individuale di orientamento professionale, l’accompagnamento di un gruppo alla costruzione di un progetto di impresa, l’agevolazione per l’accesso al credito, il tirocinio professionale, la formazione di alto livello, l’innovazione dei processi di formazione professionale, forme di incentivo alla scelta abitativa autonoma, sostegno per l’accesso alla casa di giovani coppie.</strong></p>
<p><strong>Il processo fondamentale di apprendimento che porta il giovane a diventare consapevolmente competente nei suoi percorsi di autonomia e di adattamento attivo ai suoi mondi vitali quali scuola, lavoro e tempo libero </strong><strong>deve essere la partecipazione</strong>: occorre quindi che un giovane sia messo nella condizione di “imparare a partecipare”, quale prerequisito fondamentale di coesione ed inclusione sociale.<br />
Orientare le politiche giovanili in questa direzione non vuole certo dire smettere di occuparsi di educazione, di aggregazione, di tempo libero, di prevenzione, ma bisogna pensare queste cose nella prospettiva dell’investimento sociale, non fini a se stesse. Le politiche educative devono servire ad accumulare uno stock di capitale sociale che consenta poi al giovane che cresce di “fare la sua parte”, in un sistema sociale che riconosce come degno di fiducia e in cui investire le proprie capacità. L’autonomia va “imparata” ben prima di iniziare a cercare un lavoro o la casa. <strong>Si deve educare all’autonomia già nei percorsi di crescita dei ragazzi e degli adolescenti perché un  giovane non diventa autonomo e adulto solo carta d’identità alla mano o solo perché può ottenere un piccolo beneficio economico per l’accesso al credito o per l’avvio di un’attività professionale. Insieme a quel beneficio è necessario un accompagnamento educativo che lo porti ad assumere consapevolmente le proprie competenze personali, il senso di responsabilità, la dimensione del proprio futuro.</strong></p>
<p><strong>Rimettere al centro della discussione pubblica, soprattutto in un momento storico di crisi, un forte patto educativo orientato alla promozione delle competenze per l’autonomia è decisivo per il successo delle politiche giovanili.</strong></p>
<p>di <em>Marco Dal Pont</em><br />
Coordinatore Provinciale &#8211; Giovane Italia</p>
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		<title>Non facciamoci condizionare!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 23:10:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non facciamoci prendere in giro! Per cinque anni gli amministratori provinciali non hanno fatto NULLA per noi giovani ed ora improvvisamente si dimostrano aperti al dialogo, lanciano un sacco di progetti e cercano di condizionarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1334" title="elezioni_condizionamento" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2009/04/elezioni_condizionamento.jpg" alt="elezioni_condizionamento" width="223" height="232" />Sotto elezioni magicamente le istituzioni tornano a considerare i giovani.</strong><br />
<strong>Da una parte l&#8217;assessore comunale Da Rin Zanco ha inviato </strong>a tutti i rappresentanti d&#8217;istituto e della consulta<strong> una lettera nella quale si autoinvitava a partecipare alle assemblee d&#8217;istituto, dall&#8217;altra il presidente della Provincia Sergio Reolon</strong>, accompagnato da Claudia Bettiol ed Ezio Lise, <strong>inizia ad entrare nelle scuole, senza alcuna opposizione</strong>, libero di condizionare le nostre idee.<br />
<strong>Sono molte le promesse che fanno ai giovani sotto campagna elettorale ed ogni proposta avanzata dai giovani stessi viene improvvisamente accettata dalle istuzioni.</strong></p>
<p><strong>Non facciamoci prendere in giro!</strong><br />
<strong>Per cinque anni gli amministratori provinciali non hanno fatto NULLA per noi giovani ed ora improvvisamente si dimostrano aperti al dialogo</strong>, organizzano consulte e forum, lanciano un sacco di progetti (chissà quanto dureranno) <strong>e </strong>soprattutto <strong>cercano di condizionarci con slogan che dietro non hanno nulla di concreto.<br />
In particolare, vorrei soffermarmi su quel &#8220;sentirsi dolomiti&#8221;, lanciato dalla Provincia</strong> per rafforzare il legame tra i bellunesi e la propria terra. <strong>Con questo slogan non fanno altro che rincorrere gli ideali della Lega, nel tentativo di copiare una politica </strong>che negli anni si è rivelata<strong> vincente; una politica, </strong>quella che punta a valorizzare l&#8217;identità, <strong>che la destra ha sempre sostenuto, non solo sotto campagna elettorale.<br />
Questo </strong>è il progressivismo che<strong> propone Sergio Reolon: nulla di nuovo.</strong></p>
<p><strong>Per valorizzare realmente i giovani bisogna dar loro degli strumenti e dar loro fiducia!</strong><br />
<strong>Nella giunta provinciale non c&#8217;è un assessore che abbia meno di 35 anni</strong> e per di più la media della loro età supera il mezzo secolo, <strong>come possono allora capire realmente le esigente di noi giovani?</strong><br />
<strong>Dar valore ai giovani non vuol dire fargli fare</strong> &#8220;due tavole rotonde&#8221; e <strong>un incontro a scuola, vuol dire dargli la possibilità di seguire un percorso, farli militare e dargli un&#8217;autonomia decisionale!</strong></p>
<p><strong>Proprio questo fa il nostro movimento giovanile, prepara realmente i giovani alla politica, e</strong><strong>, li valorizza SEMPRE, non solo sotto elezioni.</strong><br />
IL DOMANI APPARTIENE A NOI.</p>
<p><em>Luca Tormen</em></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;Europa o va a Destra o non si fa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 12:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[identità]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo con una svolta a destra, solo tornando alle radici dell'identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria al '68 possiamo ritrovare la speranza e la forza di costruire un'Europa-Nazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1179" title="faroue" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2009/03/faro-ue-150x150.jpg" alt="faroue" width="188" height="188" />&#8220;L&#8217;Europa o va a Destra o non si fa&#8221; (Almirante).<strong> &#8220;C&#8217;è un grande compito da assolvere oggi in Europa: quello di ridestare gli Europei alla coscienza della loro forza&#8221;</strong> (Adriano Romualdi).<br />
Queste parole spiegano chiaramente quale sia il problema dell&#8217;Europa di oggi: una totale mancanza di coscienza e di identità. L&#8217;Unione Europea che abbiamo di fronte a noi è una mera unione di 27 paesi, solo un grande mercato pilotato dalla logica borghese del &#8220;falso benessere&#8221; e dal potere delle banche. Come brillantemente sottolineato da Giulio Tremonti, nel suo ultimo libro &#8220;La paura e la speranza&#8221;, <strong>&#8220;questa Europa è figlia della politica progressista, nata dalle contraddittorie contestazioni del &#8217;68, che ha accelerato il processo di disgregazione spirituale e morale del vecchio continente a favore di una visione economicistica della storia e della società&#8221;: ci troviamo al cospetto di un totale dominio del mercatismo, la degenerazione del liberismo.</strong><br />
La politica mondialista dell&#8217;UE è riuscita solo a distruggere le diversità culturali che esistono fra le diverse popolazioni recando così favore ai progetti di colonizzazione economica elaborati dai grandi manovratori dei capitali internazionali. L&#8217;Europa non è riuscita nel suo intento di unificazione a causa della mancanza di nazionalismi: hanno vinto gli interessi particolari di banche, gruppi economici e multinazionali.<br />
E allora, <strong>solo con una svolta a destra, solo tornando alle radici dell&#8217;identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria al &#8217;68 e ai suoi errori, possiamo ritrovare la speranza e la forza di costruire un&#8217;Europa &#8211; Nazione</strong> contro l&#8217;attacco dell&#8217;Asia e l&#8217;intensificarsi del lato negativo e violento della globalizzazione, con tutti i problemi che ne derivano, da quelli economici a quelli ambientali, dalla sempre più massiccia povertà alla sempre maggiore distanza istituzioni &#8211; cittadini.<br />
L&#8217;Europa che vogliamo dovrebbe nascere all&#8217;insegna del <strong>consenso popolare</strong>, della riscoperta di quelle <strong>tradizioni comuni esistenti fra tutti i popoli europei</strong>, partendo proprio da quelle <strong>radici cristiane</strong> che non sono state inserite nella Costituzione. E con radici cristiane non voglio intendere un puro fatto religioso e spirituale ma anche, e soprattutto, ideale: è, infatti, dalla tradizione cristiana che sono nati l&#8217;interesse per i diritti umani e sono venute alla luce i concetti di &#8220;solidarietà&#8221;, &#8220;pace&#8221;, &#8220;fratellanza&#8221; che ritroviamo in tutti i preamboli delle organizzazioni internazionali.<br />
<strong>Non vi potrà mai essere l&#8217;Europa se non esiste, accanto ad essa, un&#8217;idea e un&#8217;identità d&#8217;Europa.</strong> L&#8217;assioma è più che mai veritiero per la politica estera, per la sicurezza e per la difesa europea in un mondo sempre più instabile come dimostrano le crisi internazionali di questi ultimi anni in Afghanistan, Iraq, Corea del Nord, Palestina, Libano e Iran. Ecco allora la necessità di ripensare a quell&#8217;esercito europeo che è rimasto in soffitta per troppo tempo e che, invece, permetterebbe finalmente all&#8217;Europa di avere una comune politica estera di pace e sicurezza.<br />
E poi ancora, è <strong>necessario un cambiamento delle istituzioni europee.</strong> È indispensabile passare da un apparato burocratico ad un apparato politico: è fondamentale quindi la creazione di un vero governo europeo sovranazionale, ma più di tutto bisogna dare un effettivo potere legislativo al Parlamento, unico vero organo di democrazia e strumento unico per poter ottenere leggi, politica e valori. Citando ancora una volta Tremonti, <strong>per rilanciare l&#8217;Europa sono necessarie &#8220;sette parole d&#8217;ordine: valori, famiglia, identità, autorità, ordine, responsabilità, federalismo&#8221;</strong><br />
Solo così potremmo tornare a sperare in una grande Europa al centro della politica mondiale come avevamo avuto nei precedenti 2000 anni: 2000 anni di storia, di Patrie, di Eroi.</p>
<p><em>Marco Dal Pont</em></p>
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		<title>Violenza e Disagio Giovanile</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 14:11:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[La cronaca ci racconta spesso di episodi di violenza che vedono come protagonisti i giovani che, in molti casi, giocano il ruolo di carnefici in terribili episodi che vanno dal bullismo al teppismo, fino ad arrivare, in casi estremi all'omicidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-719" title="bullismo" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2009/03/bullismo.jpg" alt="bullismo" width="158" height="158" />La cronaca ci racconta spesso di episodi di violenza che vedono come protagonisti i giovani che, in molti casi, giocano il ruolo di carnefici in <strong>terribili episodi che vanno dal bullismo al teppismo, fino ad arrivare, in casi estremi all&#8217;omicidio</strong>. L&#8217;assassinio di Meredith, l&#8217;aggressione all&#8217;indiano che dormiva nella stazione di Nettuno, così come l&#8217;accoltellamento del ragazzo al termine di una rissa fuori da un liceo romano dell&#8217;EUR, sono degli inquietanti esempi di questo fenomeno dilagante, che vede sul banco degli imputati non solo giovani che hanno alle spalle una vita difficile o disagi familiari, ma anche ragazzi di &#8220;buona famiglia&#8221;.<br />
L&#8217;elemento che accomuna questi eventi è la motivazione; infatti, i colpevoli spiegano i loro gesti dicendo che l&#8217;hanno fatto <strong>per noia, per divertirsi o per &#8220;provare emozioni forti&#8221;</strong>.  Quello che colpisce sentendo i loro racconti è l&#8217;immenso vuoto che è comune a questi <strong>ragazzi, che non hanno ideali, sogni, speranze per il futuro; di fatto, chi ha una fede, che può essere religiosa o politica, difficilmente deciderà di rischiare di perdere tutto per un momento di sbandamento</strong>. Questi giovani non riescono a dare un significato alla propria esistenza e, proprio per questo, non ne capiscono il valore, buttando così la propria vita facendo uso di droga e sostanze stupefacenti, cercando nuovi &#8220;svaghi&#8221; che finiscono per colpire chi non c&#8217;entra niente. E&#8217; disarmante poi sentire qualcuno di loro che osa addirittura vantarsi delle proprie azioni, come nel caso di Nettuno quando tre ragazzi hanno dato fuoco ad un indiano che dormiva nella stazione e poi, per gloriarsi con gli amici, hanno mandato sms con frasi come: &#8220;Gli abbiamo fatto la festa&#8221;, non rendendosi conto della gravità delle loro azioni.<br />
Molti pensano che i giovani d&#8217;oggi siano così: senza valori, senza ideali, insomma vuoti; ma bisogna ricordare che episodi come questi, purtroppo, sono sempre accaduti, ma un tempo i canali d&#8217;informazione non erano così sviluppati quindi non c&#8217;era il &#8220;tam tam mediatico&#8221; che oggi circonda i casi di cronaca. <strong>I giovani d&#8217;oggi non sono rappresentati da questi casi come qualcuno invece vuol far credere; questi sono episodi limite che riguardano solo la parte sbandata della gioventù che è decisamente minoritaria</strong>. Sarebbe importante far conoscere anche l&#8217;altra faccia della medaglia, ovvero <strong>tutti quei giovani che lottano ogni giorno per quello in cui credono, per i propri valori e le proprie tradizioni, quelli che preferiscono divertirsi non violando le regole, ma soprattutto rispettando se stessi e gli altri.</strong><br />
<em><br />
Marta Marcadent</em></p>
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		<title>Ciao Walter! No, You can&#8217;t!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 16:28:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In soli sedici mesi, il "povero" Walter Veltroni, colui che si era candidato alla segreteria del PD con l'idea di fare «una nuova Italia che sappia unire gli italiani» (fonte: Corriere della Sera), colui che galvanizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In soli sedici mesi</strong>, il &#8220;povero&#8221; <strong>Walter Veltroni</strong>, <strong>colui che si era candidato alla segreteria del PD con l&#8217;idea di fare «una nuova Italia che sappia unire gli italiani» </strong>(fonte: <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/27/veltroni_giornata.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>)<strong>, colui che galvanizzato dalle primarie affermò «Già oggi penso che siamo il primo partito italiano», colui che, sulla scia dello &#8220;Yes, We can&#8221; di Obama, aveva lanciato il motto &#8220;Si può fare&#8221;</strong> (fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=329535&amp;START=0&amp;2col=" target="_blank">Il Giornale</a>), <strong>ha dovuto</strong>, invece,<strong> incassare una serie incessante di sconfitte </strong>.<br />
<strong>Ma, forse, qualcosa stonava fin dal principio, visto che quel tanto declamato &#8220;nuovo&#8221;, dal nostro punto di vista, non poteva certo essere rappresentato né da Veltroni</strong>, il quale era già stato parlamentare dal 1987 al 2001, direttore dell&#8217;Unità, vicepresidente del Consiglio durante il governo Prodi I (1996-1998), Segretario politico dei DS e per due volte Sindaco di Roma, <strong>né dal Partito Democratico</strong>, che rappresentava la fetta più consistente della coalizione che aveva governato in maniera disastrosa l&#8217;Italia nei due anni precedenti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-485" title="berlusconi_vittoria" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2009/02/berlusconi_vittoria.jpg" alt="berlusconi_vittoria" width="240" height="145" /><strong>La prima sonora sconfitta per il centro-sinistra arriva il 14 aprile 2008, quando Silvio Berlusconi e la coalizione di centro-destra stravincono le elezioni politiche.<br />
Mentre, solamente pochi giorni prima, Walter Veltroni aveva sostenuto: «Stiamo assistendo alla più spettacolare rimonta della storia politica italiana» </strong>(fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_06/veltroni_rimonta_c790cb8a-03f6-11dd-bca3-00144f486ba6.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>)<strong>.</strong></p>
<p><strong>Il 25 ottobre 2008, il PD scende in piazza </strong>con lo slogan e, forse, la convinzione di &#8220;Salvare l&#8217;Italia&#8221; (anche se ci risulta difficile capire da chi o da che cosa).<strong> Secondo gli organizzatori </strong>a manifestare<strong> vi erano 2.500.000 persone, ma secondo la Questura di Roma non erano presenti più 200.000 persone (meno di un decimo). Insomma, si tratta di un altro flop per il PD.<br />
Ma, in quell&#8217;occasione, Veltroni, convinto di aver ottenuto un grandissimo riscontro, afferma: «L&#8217;Italia è un paese migliore della destra che lo sta governando» </strong>(fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_25/manifestazione_pd_6d4dd438-a27f-11dd-9d1b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>).</p>
<p><strong>Il 5 novembre 2008, invece, è una giornata storica, nella quale Barack Obama</strong>, il candidato del PD americano (da non confondere con il PD italiano), <strong>vince la corsa per la &#8220;Casa Bianca&#8221;, diventando così il primo Presidente afro-americano degli Stati Uniti d&#8217;America.<br />
Veltroni, a quel punto</strong>, come se presagisse qualcosa<strong>, afferma: «La destra lo deve capire che è cambiata l&#8217;aria» </strong>(fonte: <a href="http://news.kataweb.it/item/511985/obama-veltroni-la-destra-capisca-che-e-cambiata-l-aria" target="_blank">KataWeb</a>)<strong>.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;aria, infatti, è cambiata ma non secondo le modalità che probabilmente Veltroni si auspicava.</strong></p>
<p><strong>Di lì a poco, infatti, il Popolo della Libertà è riuscito a strappare al centro-sinistra sia l&#8217;Abruzzo sia la Sardegna</strong>, due regioni nelle quali fino a qualche anno prima sembrava impensabile la vittoria di un candidato appoggiato dal centro-destra.<br />
<strong>Evidentemente la gente avvertiva la necessità di voltare pagina e di aprire un nuovo capitolo, rappresentato appunto dal PdL e dal centro-destra.</strong></p>
<p><strong>Ed è così che ieri, dopo l&#8217;ennesima sconfitta, Walter Veltroni ha deciso di dimettersi dalla segreteria del PD</strong>, lasciando quindi il suo partito allo sbando proprio nel momento più difficile. <strong>Queste le parole di Veltroni: «Mi assumo le responsabilità mie e non. Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto»</strong> (fonte: <a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=107091" target="_blank">RaiNews24</a>).</p>
<p><strong>Un tempo assistevamo al continuo alternarsi dei governi di centro-sinistra, adesso assisteremo anche al continuo alternarsi dei &#8220;governi ombra&#8221;?!</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>Ciao Walter! Avanti il prossimo&#8230;</strong></p>
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		<title>La Strage di Bologna</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 16:30:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980 il violentissimo scoppio di una bomba lasciata sopra un tavolino della sala d'aspetto di 2^ classe della stazione Centrale di Bologna provoca il crollo delle strutture sovrastanti la sala d'aspetto di 1^ e di 2^ classe e della pensilina per circa 30 metri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione della tesi di laurea di Marco Dal  Pont</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-274" title="stragebologna" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2009/02/stragebologna.jpg" alt="stragebologna" width="172" height="140" />Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980 il violentissimo scoppio di una bomba lasciata sopra un tavolino della sala d&#8217;aspetto di 2^ classe della stazione Centrale di Bologna provoca il crollo delle strutture sovrastanti la sala d&#8217;aspetto di 1^ e di 2^ classe e della pensilina per circa 30 metri di lunghezza. L&#8217;esplosione coinvolge anche due vetture del treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Dato il grande affollamento dovuto al giorno prefestivo di agosto, il bilancio delle vittime è terrificante: 85 morti e più di 200 feriti.<br />
È la strage di Bologna, il più grave attentato terroristico mai registrato nella storia della Repubblica italiana.<br />
Nei giorni seguenti tutti i quotidiani nazionali iniziano già a parlare di pista nera e di attentato terroristico neofascista: «Torna il terrore nero, per i giudici l&#8217;unica pista valida è quella fascista [1]» è l&#8217;accusa che appare su &#8220;La Repubblica&#8221;, anche per il &#8220;Corriere della Sera&#8221; «È una bomba quasi certo nera [2]» così come per l&#8217;&#8221;Avanti&#8221; la vicenda di Bologna è un&#8217;azione descrivibile come «orrore fascista[3]», «Una strage spaventosa, quasi certo: un atroce attentato fascista [4]», «Sono stati i fascisti: la strage spaventosa di Bologna [5]» sono i titoli delle prime pagine de &#8220;L&#8217;Unità&#8221;. L&#8217;opinione pubblica è ben orientata verso un&#8217;unica direzione e, infatti, nel 1981, quattordici anni prima della condanna definitiva dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini, viene posta dal Comune di Bologna una lapide commemorativa recante la scritta <em>&#8220;</em>Vittime del terrorismo fascista<em>&#8220;</em> riprendendo le stesse parole di accusa contro l&#8217;estremismo di destra usate dal Presidente del Consiglio Francesco Cossiga durante la sua relazione al Senato del 5 agosto &#8217;80 rispondendo alle interrogazioni presentate da tutti i gruppi a riguardo di moventi e circostanze relative alla strage appena compiuta.Le indagini si indirizzano quindi verso ambienti della destra eversiva extraparlamentare, in particolare contro Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale.<br />
Le indagini sono però intralciate dal SISMI [6] per mezzo di indicazioni, informazioni e ritrovamenti di indizi e prove rivelatisi poi infondati [7]: un&#8217;intervista della giornalista Rita Porena ad un dirigente palestinese del &#8220;Fronte Popolare per la  Liberazione della Palestina&#8221; apparsa sul &#8220;Corriere del Ticino&#8221; il 19 settembre 1980 e il depistaggio sul treno Taranto-Milano del 13 gennaio 1981, con il ritrovamento a bordo di una valigetta di esplosivo compatibile con quello usato sei mesi prima a Bologna indirizza l&#8217;inchiesta verso i NAR di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, unico gruppo a non essere ancora sospettato fino a quel momento.<br />
Nello stesso anno la contradditoria e mai dimostrata testimonianza di un malavitoso filonazista, Massimo Sparti, contribuisce all&#8217;accusa di Fioravanti e Mambro in veste di esecutori materiali.<br />
Nel 1986 Angelo Izzo, il massacratore del Circeo, con la sua testimonianza raccolta in carcere dopo vari passaparola, porta l&#8217;attenzione dei magistrati bolognesi anche in direzione di Luigi Ciavardini, un ragazzo romano da poco aggregatosi ai NAR e all&#8217;epoca dei fatti ancora diciassettenne.<br />
Dopo cinque processi e tre gradi di giudizio il 25 novembre 1995 Mambro e Fioravanti vengono definitivamente condannati all&#8217;ergastolo come esecutori materiali della strage. L&#8217;11 aprile 2007 arriva la condanna della Corte di Cassazione a 30 anni di reclusione anche per Luigi Ciavardini, la massima pena possibile per un minorenne. I capi d&#8217;accusa emessi dal Tribunale sono 5, le testimonianze di Izzo e Sparti, l&#8217;omicidio da parte dei NAR di un alto dirigente di Ordine Nuovo, Francesco Mangiameli, la mancanza di alibi per i tre neofascisti e infine una presunta telefonata di Ciavardini alla fidanzata il giorno precedente la strage: nessuno di questi elementi è stato mai realmente dimostrato.<br />
Secondo Luca Telese, giornalista de &#8220;Il Manifesto&#8221;, ci troviamo di fronte ad una storia inquinata dai servizi segreti e logge massoniche, depistaggi, con condanne e assoluzioni inspiegabili. [8]<br />
A 25 anni di distanza dalla strage due consulenti della Commissione Mitrokhin, istituita per indagare le attività del KGB in Italia e i rapporti con il nostro servizio di intelligence, il giornalista Gian Paolo Pelizzaro [9] e il magistrato Lorenzo Matassa [10], usufruendo dei documenti provenienti dal SISMI, dal SISDE, dall&#8217;UCIGOS e dai servizi segreti francesi, tedeschi e ungheresi acquisiti sia dalla Commissione Mitrokhin sia dalla Commissione Stragi hanno portato alla luce nuove ipotesi di colpevolezza descritte nel dossier da loro redatto &#8220;<em>Relazione sul gruppo Separat e il contesto dell&#8217;attentato del 2 agosto 1980</em>&#8220;: la strage di Bologna sarebbe stato un attentato punitivo organizzato dai palestinesi contro l&#8217;Italia a seguito dell&#8217;arresto per traffico d&#8217;armi di un uomo legato al mondo terroristico palestinese. Abu Anzeh Saleh, un giordano componente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (la corrente radicale dell&#8217;OLP guidata da George Habbash e Wadi Haddad), infatti, era stato arrestato dai carabinieri il 13 novembre 1979 a Bologna nell&#8217;ambito delle indagini che avevano portato in prigione, circa una settimana prima, tre militanti dell&#8217;Autonomia Operaia, Daniele Pifano, Giorgio Baumgartner e Giuseppe Nieri, mentre trasportavano in casse di legno due lanciamissili e relativo munizionamento. La sua mancata scarcerazione, seguita da ripetute minacce e ultimatum all&#8217;Italia, avrebbe scatenato la rabbia dei vertici palestinesi in virtù di un accordo segreto stipulato con il governo Moro nei primi anni &#8217;70 che imponeva al nostro Paese l&#8217;immediata scarcerazione di qualsiasi palestinese arrestato. Data la violazione di questo patto il FPLP, per mano del gruppo terroristico Separat di Carlos [11] ad esso collegato, avrebbe colpito l&#8217;Italia proprio nella città di residenza di Saleh. È, infatti, provato che il giorno della strage fossero presenti a Bologna due terroristi tedeschi, Thomas Kram e Christa Margot Fröhlich, componenti del gruppo di Carlos e dirigenti delle Cellule Rivoluzionarie, importante movimento terroristico tedesco. Compreso il carattere punitivo della strage i vertici dello Stato in collaborazione con il servizio segreto per le questioni internazionali, il SISMI, si sarebbero mossi per ottenere la scarcerazione del terrorista giordano che, in effetti, avvenne un anno dopo la strage nonostante la condanna emessa dal tribunale de L&#8217;Aquila nei suoi confronti per traffico d&#8217;armi fosse di sette anni [12].</p>
<p>[1] &#8220;La Repubblica&#8221;, 5 agosto 1980<br />
[2] &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 4 agosto 1980<br />
[3] &#8220;Avanti&#8221;, 5 agosto 1980<br />
[4] &#8220;L&#8217;Unità&#8221;, 4 agosto 1980<br />
[5] &#8220;L&#8217;Unità&#8221;, 5 agosto 1980<br />
[6] Servizio segreto militare italiano per le questioni internazionali. È chiamato ad assolvere tutti i compiti informativi e di sicurezza per la difesa sul piano militare dell&#8217;indipendenza e dell&#8217;integrità dello Stato da ogni pericolo, minaccia o aggressione. Svolge compiti di controspionaggio, comunica al Ministro della Difesa e al CESIS tutte le informazioni ricevute o comunque in suo possesso, le analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e tutto ciò che attiene alla sua attività.<br />
[7] Corte di Cassazione a Sezioni Unite, sentenza 13 novembre 1995; Corte d&#8217;Assise di Roma, sentenza 29 luglio 1985.<br />
[8] Luca Telese, &#8220;Il Giornale&#8221; 19 aprile 2007.<br />
[9] Gian Paolo Pelizzaro, giornalista della rivista politica<em> Area </em>e consulente della Commissione Stragi del 1988 e della Commissione Mitrokhin del 2001.<br />
[10] Lorenzo Matassa, magistrato palermitano ex pubblico ministero, sostituto procuratore della Repubblica di Palermo e membro della commissione Mitrokhin.<br />
[11] Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, terrorista venezuelano, arruolato nel 1970 nel FPLP da Wadi Haddad. Nel 1976 crea l&#8217;organizzazione terroristica Separat alle dipendenze del FPLP e in stretto collegamento con i maggiori centri terroristici europei e medio orientali.<br />
[12] G.P. Pelizzaro, L. Matassa, <em>Relazione sul gruppo Separat e il contesto dell&#8217;attentato del 2 agosto 1980</em>.</p>
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		<title>La Brutta Copia: Veltroni e Jovanotti, stessa musica</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 16:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Satira]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[PdL]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della campagna elettorale Walter Veltroni scopiazzò così tanto il programma de “Il Popolo della Libertà”, che, quando un giornalista domandò a Fini se fosse imbarazzato dalla somiglianza tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2189" href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/veltroni-jovanotti-stessa-musica/veltroni_jovanotti"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2189" title="veltroni_jovanotti" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2008/08/veltroni_jovanotti-150x150.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a><span style="font-weight: bold;">In occasione della campagna elettorale Walter Veltroni  scopiazzò a tal punto il programma de “Il Popolo della Libertà”, che, quando un giornalista domandò a Fini se fosse imbarazzato dalla somiglianza tra i due programmi, Fini non riscontrò particolari difficoltà nel ribattere «No, guardi. Potrei risponderle</span> facilmente dicendo <span style="font-weight: bold;">che Veltroni copia, ma quella è la scoperta dell&#8217;acqua calda.</span> Secondo me il punto è un altro (…) Che la sinistra non potrà mai realizzare quello che dice perché non ha la cultura per farlo (…)». (fonte: <a href="http://www.alleanzanazionale.it/Notizie.aspx?key=Fini%20elezioni%20PDL%20governo%20programma%20immigrazione%20meritocrazia%20Province" target="_blank">alleanzanazionale.it</a>)</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Durante l’ultima tappa del lungo viaggio in pullman di Veltroni, Jovanotti affermò «A Walter affiderei anche le mie chiavi di casa», e concluse «Il Pd ha messo insieme pezzi di storia arrangiandoli con un nuovo sound»</span>. (fonte: <a href="http://www.corriere.it/Politica/2008/elezioni08/veltroni_comizio_finale_525abc60-07e6-11dd-b1ed-00144f486ba6.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>)<br />
<span style="font-weight: bold;">Ma, d&#8217;altronde anche Jovanotti è un esperto in materia. Infatti, per sua stessa ammissione «La genesi di una mia canzone? A volte parto dal titolo, altre da un plagio», e poi «Mi capita spesso di scrivere sopra ad altre canzoni per farne una nuova. E&#8217; un metodo moderno!»</span>. (fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/plagio/plagio/plagio.html" target="_blank">la Repubblica</a>)<br />
<span style="font-weight: bold;">Per fortuna, aggiungiamo noi, questi metodi moderni non hanno garantito il successo elettorale al Partito Democratico!</span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Oggi, entrando sul sito <a href="http://www.plagimusicali.net/" target="_blank">Plagi Musicali,</a> abbiamo scoperto una certa somiglianza tra la colonna sonora del Pd, “Mi fido di te” di Jovanotti, e la canzone “Californication“ dei Red Hot Chili Peppers.</span><br />
<span style="font-weight: bold;">Potete confrontarle a questo indirizzo:</span><br />
<a href="http://www.plagimusicali.net/search/resultplagi2.asp?searchdue=californication&amp;submit=Cerca" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">http://www.plagimusicali.net/search/resultplagi2.asp?searchdue=californication&amp;submit=Cerca</span></a></p>
<p>Interessante è anche la somiglianza tra la canzone “A te”, sempre di Jovanotti, che sta spopolando in Internet, e la canzone “A la primiera persona” di Alejandro Sanz.<br />
Potete confrontarle a questo indirizzp:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZcT8KRSmp9Y" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=ZcT8KRSmp9Y</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: bold;">Così</span>, pur coscienti che tutto ciò è il frutto di casuali somiglianze tra “semplici giri armonici” e che il plagio è probabilmente un’altra cosa, <span style="font-weight: bold;">abbiamo voluto fare questa dedica scherzosa alla coppia Veltroni-Jovanotti:</span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="333" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=e34abf49d25ec8f67cfc715e0ad56671.flv&amp;ap=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="333" src="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=e34abf49d25ec8f67cfc715e0ad56671.flv&amp;ap=0"></embed></object></p>
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		<title>Le nostre idee su&#8230; Scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 12:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola - AS Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[professori]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[La scuola non deve essere soltanto un percorso di crescita culturale, deve essere quel contenitore da cui gli adolescenti attingono le basi per la costruzione della loro vita per inserirsi un domani in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La scuola non deve essere soltanto un percorso di crescita culturale, deve essere quel contenitore da cui gli adolescenti attingono le basi per la costruzione della loro vita per inserirsi un domani in un contesto lavorativo ma soprattutto sociale, un luogo di incontro lontano dalle droghe e vicino a sport e cultura.</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2361" href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/idee-scuola/scuola_sogno-copy"><img class="alignleft size-full wp-image-2361" title="scuola_sogno copy" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2008/06/scuola_sogno-copy.jpg" alt="" width="250" height="174" /></a>Bisogna agevolare la partecipazione a dei corsi pomeridiani.<br />
<strong>Quello che manca nell’attuale sistema scolastico è il confronto: bisogna creare dibattiti, approfondimenti che richiamino l&#8217;interesse dei giovani, discussioni secondo diversi punti di vista per stimolare la capacità critica dei ragazzi. Basta con il testo obbligatorio imposto dal professore</strong> (<strong>spesso il più costoso e il meno approfondito</strong> tra quelli in commercio o una nuova edizione identica alla precedente), <strong>ogni ragazzo deve avere la possibilità di studiare su una lista di libri consigliati dal professore e poi in classe confrontarsi con compagni, soprattutto per quel riguarda la storia del ‘900</strong>.</p>
<p><strong>Inoltre per migliorare il rapporto docenti-insegnamento è auspicabile che vengano introdotti dei test biennali ai professori per valutarne le abilità e la preparazione</strong>, come in Francia, <strong>così da poter fondare la scuola sulla meritocrazia</strong>: il docente deve insegnare “per passione”, e non solo “per lavoro”.</p>
<p><strong>Altro argomento importante che la scuola tralascia è l’attualità. La storia nelle scuole si ferma alla prima metà del ‘900</strong> tralasciando fatti come la strage di Bologna, Piazza Fontana, la guerra del Kosovo e del Golfo, la guerra in Vietnam e oscurando ciò che è scomodo dire (Foibe).<strong> Solo conoscendo questa parte del XX secolo un ragazzo può capire l&#8217;attualità e i cambiamenti sociali ed economici dei nostri giorni</strong>, come ad esempio la globalizzazione, la nascita dell’UE e l’allargamento della stessa ai paesi dell’Est europeo.</p>
<p>di <em>Luca Tormen &#8211; Coordinatore provinciale di Azione Studentesca</em><br />
Per maggiori informazioni: <a href="/?p=512">Azione Studentesca Belluno: Chi siamo</a></p>
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		<title>Le nostre idee su&#8230; Sport</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport e Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Per noi lo sport è sinonimo di maturazione e salute ma soprattutto di collaborazione che anticipa l'entrata in una società, un’attività in grado di far conoscere dei valori quali la solidarietà, l’amicizia, lo spirito di appartenenza, del sacrificio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;"><a rel="attachment wp-att-2201" href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/idee-sport/rugbyitalia"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2201" title="rugbyitalia" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2008/06/rugbyitalia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span><span style="font-weight: bold;">Per noi </span><span style="font-weight: bold;">lo sport è sinonimo di maturazione e salute ma </span><span style="font-weight: bold;">soprattutto di collaborazione che anticipa l&#8217;entrata in una società, un’attività in grado di far conoscere dei valori quali la solidarietà, l’amicizia, lo spirito di appartenenza, del sacrificio</span>.<br />
Per questo<span style="font-weight: bold;"> vogliamo che siano aumentati i finanziamenti alle associazioni sportive</span> <span style="font-weight: bold;">ma soprattutto</span> che ci siano <span style="font-weight: bold;">delle agevolazioni per le famiglie che iscrivono i propri figli a delle attività sportive (soprattutto per gli sport minori)</span>.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Chiediamo inoltre che nelle scuole siano aumentate le ore dedicate all’attività fisica</span> e in particolar modo siano migliorate ed ampliate le relative strutture.</p>
<p>di <span style="font-style: italic;">Alberto</span></p>
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		<title>Le nostre idee su&#8230; Lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 14:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>militante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Belluno]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[informagiovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi per i giovani è sempre più complicato trovare un posto di lavoro, e quasi impossibile trovare un posto fisso. Questo anche perché nessun ente si è mai mosso attivamente per cercare di dare spazio ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2211" href="http://www.giovaneitaliabelluno.it/idee-lavoro/lavoro"><img class="alignleft size-full wp-image-2211" title="lavoro" src="http://www.giovaneitaliabelluno.it/wp-content/uploads/2008/06/lavoro.jpg" alt="" width="120" height="132" /></a><span style="font-weight: bold;">Oggi per i giovani è sempre più complicato trovare un posto di lavoro, e quasi impossibile trovare un posto fisso.</span> <span style="font-weight: bold;">Questo anche perché nessun ente si è mai mosso attivamente per cercare di dare spazio ai giovani, proponendo solo lavoretti estivi sottopagati e per niente formativi.</span><br />
I centri per l’impiego e gli informagiovani sono solo dei palliativi che non servono praticamente a nulla alle persone che sono alla ricerca di un posto.</div>
<p>L’informagiovani è già attivo nei contatti, ha raccolto mille disponibilità di ragazzi.<span style="font-weight: bold;"> Ora il Comune deve accompagnare e orientare i giovani al lavoro, potenziando la mailing list e creando una rete con tutti i soggetti interessati, per indirizzare i ragazzi il più in fretta possibile verso un’occupazione corrispondente ad interessi e preparazione.</span></p>
<p>In merito alla politica della formazione e dell’occupazione <span style="font-weight: bold;">riteniamo sia necessaria l’organizzazione di seminari ed incontri rivolti alle nostre realtà giovanili, al fine di una maggiore comprensione dei grandi temi di attualità (riforma Biagi, lavoro interinale, politica sindacale).</span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Sarebbe inoltre utile incentivare la giovane imprenditoria, aumentando i fondi destinati ai giovani muniti di progetti socialmente ed economicamente interessanti ma privi dei capitali necessari ad avviare l’impresa, perché valorizzare la cultura d’impresa equivale a favorire la nuova occupazione.</span></p>
<p>di <span style="font-style: italic;">Lorenzo Fant</span><span style="font-weight: bold;"><br />
</span></p>
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