Ciao Walter! No, You can’t!

In soli sedici mesi, il “povero” Walter Veltroni, colui che si era candidato alla segreteria del PD con l’idea di fare «una nuova Italia che sappia unire gli italiani» (fonte: Corriere della Sera), colui che galvanizzato dalle primarie affermò «Già oggi penso che siamo il primo partito italiano», colui che, sulla scia dello “Yes, We can” di Obama, aveva lanciato il motto “Si può fare” (fonte: Il Giornale), ha dovuto, invece, incassare una serie incessante di sconfitte .
Ma, forse, qualcosa stonava fin dal principio, visto che quel tanto declamato “nuovo”, dal nostro punto di vista, non poteva certo essere rappresentato né da Veltroni, il quale era già stato parlamentare dal 1987 al 2001, direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio durante il governo Prodi I (1996-1998), Segretario politico dei DS e per due volte Sindaco di Roma, né dal Partito Democratico, che rappresentava la fetta più consistente della coalizione che aveva governato in maniera disastrosa l’Italia nei due anni precedenti.

Vittoria di BerlusconiLa prima sonora sconfitta per il centro-sinistra arriva il 14 aprile 2008, quando Silvio Berlusconi e la coalizione di centro-destra stravincono le elezioni politiche.
Mentre, solamente pochi giorni prima, Walter Veltroni aveva sostenuto: «Stiamo assistendo alla più spettacolare rimonta della storia politica italiana»
(fonte: Corriere della Sera).

Il 25 ottobre 2008, il PD scende in piazza con lo slogan e, forse, la convinzione di “Salvare l’Italia” (anche se ci risulta difficile capire da chi o da che cosa). Secondo gli organizzatori a manifestare vi erano 2.500.000 persone, ma secondo la Questura di Roma non erano presenti più 200.000 persone (meno di un decimo). Insomma, si tratta di un altro flop per il PD.
Ma, in quell’occasione, Veltroni, convinto di aver ottenuto un grandissimo riscontro, afferma: «L’Italia è un paese migliore della destra che lo sta governando»
(fonte: Corriere della Sera).

Il 5 novembre 2008, invece, è una giornata storica, nella quale Barack Obama, il candidato del PD americano (da non confondere con il PD italiano), vince la corsa per la “Casa Bianca”, diventando così il primo Presidente afro-americano degli Stati Uniti d’America.
Veltroni, a quel punto
, come se presagisse qualcosa, afferma: «La destra lo deve capire che è cambiata l’aria» (fonte: KataWeb).

L’aria, infatti, è cambiata ma non secondo le modalità che probabilmente Veltroni si auspicava.

Di lì a poco, infatti, il Popolo della Libertà è riuscito a strappare al centro-sinistra sia l’Abruzzo sia la Sardegna, due regioni nelle quali fino a qualche anno prima sembrava impensabile la vittoria di un candidato appoggiato dal centro-destra.
Evidentemente la gente avvertiva la necessità di voltare pagina e di aprire un nuovo capitolo, rappresentato appunto dal PdL e dal centro-destra.

Ed è così che ieri, dopo l’ennesima sconfitta, Walter Veltroni ha deciso di dimettersi dalla segreteria del PD, lasciando quindi il suo partito allo sbando proprio nel momento più difficile. Queste le parole di Veltroni: «Mi assumo le responsabilità mie e non. Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto» (fonte: RaiNews24).

Un tempo assistevamo al continuo alternarsi dei governi di centro-sinistra, adesso assisteremo anche al continuo alternarsi dei “governi ombra”?!

 

Ciao Walter! Avanti il prossimo…

Pubblicato il 18 febbraio 2009 da militante in: Italia, Satira